I piccoli americani dimagriscono (da La Stampa – 27.02.2014)

Le campagne di sensibilizzazione funzionano: i bimbi sovrappeso tra i 2 e 5 anni sono scesi del 43%

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

L’inizio della fine per l’epidemia di obesità negli Stati Uniti. Tanto potrebbero valere i dati della ricerca pubblicata ieri dal Journal of the American Medical Association, secondo cui negli ultimi dieci anni i bambini sovrappeso di età fra 2 e 5 anni sono diminuiti del 43%. A livello generale i numeri non sono altrettanto incoraggianti, ma se l’obesità scende fra i più piccoli, è lecito sperare che nel prossimo futuro lo faccia anche tra gli adulti.

Negli Stati Uniti il problema del peso è un’emergenza che dura ormai da anni. Un terzo degli adulti e il 17% dei giovani sono obesi, a causa delle abitudini alimentari sbagliate e della mancanza di moto. Basti pensare che gli americani ingeriscono una dose di zucchero quotidiana che è circa cinque volte superiore a quella considerata accettabile dai medici. Per affrontare questa epidemia si è mobilitata anche la politica. Quattro anni fa la First Lady Michelle Obama ha lanciato il suo programma «Let’s Move», che puntava a favorire una alimentazione più sana, soprattutto nelle scuole, e una maggiore attività fisica. Nello stesso tempo anche le autorità locali si erano mosse, come ad esempio il sindaco di New York Michael Bloomberg, che aveva avviato una vera crociata contro le bevande zuccherate tipo Coca Cola, e aveva imposto ai ristoranti di non usare i «trans fats» artificiali, cioè i grassi più dannosi.

Gli esperti del settore sono ancora incerti sull’efficacia di queste campagne, ma qualche risultato comincia a venire, se non altro per la sensibilizzazione del pubblico al problema. Quindi Cynthia Ogden, una ricercatrice dei Centers for Disease Control and Prevention, ha deciso di fare il punto, analizzando i dati degli ultimi dieci anni. Lo studio che ne è venuto fuori, pubblicato dal Journal of the American Medical Association, è incoraggiante. Nel 2004 il 14% dei bambini in età compresa fra i 2 e i 5 anni erano obesi, ma nel 2012 il numero è sceso all’8%.

Una riduzione drastica del 43%, le cui cause devono ancora essere identificate con precisione. In generale, una buona parte del risultato viene attribuita al fatto che i giovani consumano meno calorie provenienti appunto dalle bevande dolci gassate. Le madri che allattano i neonati poi sono aumentate, e anche questo produce effetti salutari. Infine iniziative come lo Special Supplemental Nutrition Program for Women, Infants and Children, offrono aiuti economici alle famiglie che acquistano cibi con meno calorie, più vegetali e frutta, e ciò favorisce una alimentazione più equilibrata. Poi ci sono le mobilitazioni politiche, come quella della First Lady, che hanno un impatto a livello di comunicazione del problema: «Sono molto felice – ha commentato ieri Michelle – per i progressi che abbiamo compiuto negli ultimi anni».

L’emergenza naturalmente è tutt’altro che superata. Secondo lo studio della Ogden, l’obesità è rimasta ferma negli altri gruppi demografici, ed è addirittura aumentata un po’ fra le donne sopra i 60 anni d’età. Il calo tra i bambini però è molto promettente, perché è proprio nei primi anni di vita che si pongono le basi per avere abitudini sane, oppure si creano le condizioni per diventare sovrappeso. Adesso bisognerà controllare con attenzione i dati dei prossimi anni, per vedere se il risultato raggiunto tra i più piccoli si tradurrà in un calo dell’obesità anche tra gli adulti.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...