Centrale del Latte, De Luca avverte: «Leggo i bilanci e taglio stipendi e privilegi» (dal Corriere del Mezzogiorno – 27.02.2014)

DOPO L’ASTA ANDATA DESERTA

Il sindaco: c’è qualcuno che difende aree di parassitismo. Buono (Cisl): «Falso, il fallimento è soltanto suo»

SALERNO – «Poco credibile anche se romantica», per Vincenzo De Luca, l’idea lanciata dalla Bcc di Aquara sull’azionariato popolare per la Centrale del Latte di Salerno. L’ira del sindaco, dopo l’asta andata deserta per la vendita dell’azienda comunale, ha raggiunto i massimi livelli. E il primo cittadino, in collegamento su radio Alfa, si è scatenato: «E’ stato fatto di tutto per scoraggiare gli investitori – ha detto – ma chi l’ha fatto non ha capito che si sta suicidando. Senza investimenti non si regge sul mercato. Si accorgeranno a brevissimo quelli che hanno manifestato di come hanno fatto harakiri. Ora cominciamo a leggere i bilanci e a togliere i privilegi che ci sono. A partire da quelli economici. Questi difendono aree di parassitismo rispetto a una prospettiva di lavoro per i prossimi anni».LA REAZIONE – «Le dichiarazioni di De Luca contro i sindacati e i lavoratori appartengono ad un film già visto. Come fatto negli anni passati con i lavoratori del Comune di Salerno, il primo cittadino scarica le proprie responsabilità sui dipendenti». A rispondere a De Luca è il segretario della Cisl, Matteo Buono. «La verità è che il flop della cessione delle quote della Centrale del Latte rappresenta un fallimento politico ed amministrativo per il sindaco – dice il sindacalista – se De Luca è a conoscenza di sprechi e di privilegi faccia nomi e cognomi, ricordando che ogni somma riconosciuta ai dipendenti è frutto di una contrattazione sindacale, attuata tra la dirigenza della Centrale del Latte ed i sindacati. E poiché il cda dell’azienda risponde solo ed esclusivamente alla proprietà, cioè al Comune di Salerno, evidentemente vi potrebbe essere un problema di comunicazione tra amministratori».

IL PIANO ALTERNATIVO – Una possibile soluzione alla complicata e contestata procedura di vendita della Centrale del Latte di Salerno era arrivata dal direttore della banca Bcc di Aquara, Antonio Marino. Il professionista aveva invitato il Comune a suddividerne le quote, e in che percentuali, tra pubblico e privato spiegando anche i relativi vantaggi: «Il Comune dovrebbe mettere in vendita il 75% delle quote della Centrale (lasciando in mano pubblica il 25%) e di queste – messe su bando – nessun acquirente dovrebbe superare la quota del 5% ( o, al massimo, il 10%). Acquirenti, sarebbe auspicabile imprenditori salernitani, che abbiano attinenza, esperienza nel settore lattiero caseario».

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