Centrale del Latte, il direttore della BCC di Aquara: “Ecco la soluzione” (da SALERNOTODAY – 26.02.2014)

Centrale del Latte, la proposta del direttore della BCC di Aquara

La proposta avanzata da Marino al Comune è di mettere in vendita il 75% delle quote della Centrale e lasciare in mano pubblica il 25%

 

Caso Centrale del Latte: interviene Antonio Marino Direttore Generale BCC Aquara. La proposta avanzata al Comune è di mettere in vendita il 75% delle quote della Centrale e lasciare in mano pubblica il 25%, salvo diverso avviso della copiosa legislazione in materia. “Del 75% che si mette sul mercato occorrerebbe prevedere nel bando che nessun acquirente può superare la quota del 5% ( o, al massimo, il 10%) e gli acquirenti devono essere persone fisiche o giuridiche che abbiano attinenza e/o esperienza nel settore lattiero caseario (a giudizio della commissione di gara) – ha spiegato Marino – Inoltre sarebbe auspicabile che le quote siano preferibilmente assegnate ad imprenditori salernitani”.

Come punti di forza di tale proposta, il fatto che la parte pubblica non si spoglierebbe totalmente del bene, che è comunque un bene strategico per l’economia di Salerno e della provincia, nonchè l’avere le quote di parte privata nelle mani di più imprenditori, possibilmente non legati tra loro, per non far finire l’azienda nelle mani di una “cordata”. Ancora, in tal modo, l’azienda, grazie all’immissione di imprenditoria privata, avrebbe sicuramente un’accelerazione sul piano produttivo, sulla riduzione dei costi e su una diversa cultura di impresa ed il frazionamento delle quote in mani private avrebbe il vantaggio di creare una maggiore democrazia economica con più voci, più interessi e più competenze in campo. ” Concentrare tutto in mani uniche, al contrario, comporterebbe vantaggi ma anche rischi maggiori (vedi fallimenti recenti dei maggiori gruppi industriali-familiari salernitani) – incalza il direttore- Questa gestione mista pubblico-privata avrebbe il vantaggio di avere nella proprietà sia chi è deputato a tutelare la collettività ed il localismo sia chi vorrebbe privilegiare il business: ad ogni modo avere nella proprietà una moltitudine di portatori di interessi del settore lattiero-caseario porterebbe nel governo della società delle persone esperte del settore e non più dei politici con tutti i rischi connessi”.

Nel lungo elenco di vantaggi elencati da Marino, in merito alla sua proposta, anche quello di avere nella proprietà una serie di almeno 15 imprenditori (75 : 5 = 15) possibilmente salernitani, il che significherebbe continuare sicuramente ad avere nell’azienda solo latte prodotto nel salernitano con una ricaduta economica. “Questa proposta avrebbe il vantaggio per il Comune di avere sicuramente delle offerte in aumento perchè se un imprenditore, per quanto facoltoso, deve cacciare 12/13 milioni di euro cercherà sempre e comunque di risparmiare o di sminuire l’evento, mentre se un imprenditore deve acquistare una quota di 500/600.000 euro può essere tentato di fare offerte in aumento pur di restare nell’affare”. In conclusione, Marino sottolinea come “questa soluzione porterebbe a fare della nostra Centrale del Latte di Salerno la Parmalat del Sud degli anni a venire”.

 

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