Lo Sport salernitano ha da rallegrarsi per l’ennesima inaugurazione del Campo Volpe? (di Alberto Cardone)

1 milione di euro, questa l’astronomica cifra che il Comune di Salerno avrebbe impegnato per riqualificare il Campo Volpe.

Ieri l’ennesima inaugurazione di un impianto che è nel patrimonio della città di Salerno, ma che da anni viene esclusivamente utilizzato dalla Società Sportiva impegnata nei campionati professionistici della Federazione Nazionale Giuoco Calcio.

Da qui ne deriva la domanda che pongo nel titolo di questo mio scritto.

Quali benefici ne trarrà lo Sport di Base, quello praticato dai nostri figli, quello praticato dai giovani salernitani, dall’ennesimo investimento dedicato dall’Amministrazione Comunale al Volpe?

A Salerno lo Sport non è tenuto in alcuna considerazione ed attenzione e questo suona ancor più grave, in una città che arditamente ed esageratamente si vuol portare a modello.

A riprova di ciò, l’assenza di un assessorato dedicato, cioè, di chi dovrebbe avere la responsabilità di programmare i necessari interventi di manutenzione degli impianti sportivi esistenti, il loro possibile ed auspicabile incremento e della messa in campo delle sempre auspicabili azioni e politiche atte a favorire la pratica sportiva, scuola di vita e strumento di cura del fisico, per un’armonica e sana crescita delle future generazioni.

Le difficoltà e le criticità sono a tutti note.

Lo sport a Salerno è un lusso, un lusso perchè riservato solo a chi ha la capacità e la possibilità di poterselo permettere.

Senza soldi non si cantano messe.

A Salerno senza soldi non hai alcuna speranza di poter praticare uno sport, qualsiasi esso sia e non posso che ritenere grave, gravissimo, il fatto che l’Amministrazione Comunale non sembri preoccuparsene. Lo sport è uno dei possibili strumenti da utilizzarsi per sottrarre minori, ragazzi, giovani, a pratiche illegali e pericolose, per loro e per la sicurezza sociale della nostra comunità ed ignorare ciò, oltre a dimostrare la scarsa sensibilità che si ha, non può che rappresentare un terribile errore, un errore che si fa pagare, come sempre, ai più deboli.

Ma basta avere possibilità e capacità economiche perché a Salerno si possa praticare uno sport?

L’impiantistica sportiva è assolutamente carente, per numero e qualità, come sanno bene le Società Sportive che ogni anno devono impegnarsi nella snervante ricerca di una palestra dove poter condurre i loro giovani atleti, spesso rimanendo vittime delle diatribe e degli eterni conflitti tra i Responsabili al settore dell’Ente Provincia e del Comune, con i Dirigenti scolastici, i Consigli d’Istituto, i Docenti ed i privati, a cui è stata affidata la gestione degli impianti di proprietà pubblica.

Si, a Salerno dobbiamo anche registrare quest’ultimo fatto, che ritengo essere altrettanto grave, la rinuncia totale alla gestione dei propri impianti da parte dell’Amministrazione Comunale, attraverso il conferimento della stessa a privati, ai quali è stato garantito, nei fatti, un uso privatistico di strutture nella proprietà di tutti.

La gestione, è vero, costa, ma se possono farla fruttare i privati, che certamente non sono mossi da puro spirito caritatevole, perché non può farla fruttare un’Amministrazione Pubblica?

Mi si potrebbe obiettare la realizzazione, negli anni, di tanti mini impianti sportivi nei quartieri, obiezione alla quale rispondo, quali impianti, impianti come quello alla Via Vinciprova, nei pressi del capolinea della SITA, in uno stato di pietoso abbandono ed estremamente pericoloso per i ragazzi residenti in zona, che non avendo alternative, continuano a frequentarlo?

Insomma, un quadro assolutamente catastrofico, nel quale si va ad inserire l’ennesimo utilizzo di risorse pubbliche, la ristrutturazione del Volpe, appunto, che garantisce interessi e bisogni di un singolo, a chiaro danno della collettività.

Il “pallone”, si sa, garantisce visibilità e crea consenso, quel consenso che potrebbe tornare utile nelle future campagne elettorali.

Che cosa volete che crei, invece, la possibilità data ad una ragazzina, o ad un ragazzino, di praticare uno sport? E’ un problema che attiene ai suoi genitori e allora, che se la sbrighino e piangano da soli.

Continuiamo a sbrigarcela ed a piangercela da soli, perché non sono alla vista alternative.

Alberto Cardone

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