Rapporto 2013 su “L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO E ACUSTICO NELLE CITTA’ ITALIANE” di Legambiente

legambiente_malaria2014_003La Comunità europea aveva sancito il 2013 come “anno dell’aria”. Nel rapporto di fine anno pubblicato dall’Agenzia Europea per l’ambiente (AEA, La qualità dell’aria in Europa – rapporto 2013), le conclusioni hanno però evidenziato come circa il 90% delle persone che vivono nei centri urbani dei paesi membri sia costantemente esposto ad una concentrazione di inquinanti superiore ai limiti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta nelle sue linee guida…

…Limiti di concentrazione degli inquinanti atmosferici oltre i quali è ritenuta a rischio la salute delle persone. Tra i Paesi più inquinati in Europa ci sono la Polonia, la Slovacchia, la Turchia, la regione dei Balcani e l’Italia, soprattutto con l’area padana, per gli elevati livelli di PM10 e PM2,5.

Dati che confermano quello che Legambiente sostiene da anni: l’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell’ambiente. Un problema che non accenna ancora a diminuire, come dimostrano i dati aggiornati sull’inquinamento atmosferico e acustico relativi alle principali città italiane riportati di seguito.

Per far fronte a tutto questo ribadiamo ancora una volta l’estrema importanza e soprattutto urgenza di intraprendere azioni efficaci e mirate. Interventi che non possono prescindere secondo la nostra associazione da politiche volte ad un altro tipo di mobilità basato sull’efficienza del trasporto pubblico locale, sull’implementazione della rete ferroviaria, sull’abbandono del trasporto su gomma delle merci e sul dirottamento dei fondi e degli incentivi destinati alle faraoniche opere autostradali, inutili e superflue, verso l’ammodernamento e la riorganizzazione della rete ferroviaria per una trasformazione radicale nel modo di muovere le persone e le merci nel nostro Paese e nelle nostre città.

PM10 ti tengo d’occhio

Il 2014 si è aperto all’insegna dello smog e in alcune città italiane si sono già registrati oltre 20 giorni di superamento (sui primi 36 giorni dell’anno). Analizzando la situazione relativa ai Capoluoghi di Regione sono sette le città in cui si sono superati i dieci giorni con livelli di qualità dell’aria relativamente al PM10 al di sopra delle soglie stabilite dalla legge.

Dati che emergono da “PM10 ti tengo d’occhio”, la classifica di Legambiente dei Capoluoghi di Provincia che hanno superato la soglia limite di polveri sottili in un anno (PM10: 50 microgrammi per metro cubo come media giornaliera da non superare per più di 35 giorni nel corso dell’anno solare).

Nel 2013 sono state monitorate 91 città attraverso i dati aggiornati quotidianamente delle centraline (mancano all’appello le città di cui non sono disponibili i dati aggiornati a fine 2013 (L’Aquila, Chieti, Imperia e i capoluoghi di provincia di Calabria, Marche e Sicilia eccetto Palermo, Catania e Ragusa).

Delle 91 città monitorate sono stati 43 i capoluogo di provincia in cui almeno una centralina ha superato il limite previsto per legge. La classifica di Legambiente vede ai primi posti le città di Torino (126 giorni di superamento), Napoli (120 giorni) e Frosinone (112 giorni), a confermare che l’inquinamento atmosferico è un problema che riguarda tutto la penisola italiana, dal nord  al sud.

Stesso trend e distribuzione riguardano le altre posizioni appena sotto al podio, che vedono  rispettivamente  Alessandria  (92),  Salerno  (90),  Benevento  (89)  e  Vercelli  (86).  Non mancano le grandi città come Milano (81 giorni), Bologna (57), Firenze (46), Roma (41).

PM10 ti tengo d’occhio: la classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato la soglia limite di polveri sottili in un anno; il Dlgs 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3.

Posizione  

Capoluogo di Provincia

(centralina peggiore)

Giorni di

superamento

2013

 Posizione  

Capoluogo di Provincia

(centralina peggiore)

Giorni di

superamento

2013

1

Torino (Grassi)

126

18

Rimini (Flaminia)

68

2

Napoli (Ente Ferrovie)

120

19

Mantova (Via Ariosto)

67

3

Frosinone scalo

112

20

Rovigo (Centro)

65

4

Alessandria (D’Annunzio)

92

21

Terni (Le Grazie)

63

5

Salerno (Scuola Pastena Monte)

90

22

Novara (Roma)

60

6

Benevento (Via Floria)

89

23

Sondrio (Via Paribelli)

59

7

Vercelli (Gastaldi)

86

24

Bologna (Porta San Felice)

57

8

Trieste (Mezzo Mobile – staz. RFI)

85

25

Reggio Emilia (V.le Timavo)

56

9

Milano (Senato)

81

26

Como (V.le Cattaneo)

52

10

Brescia (Villaggio Sereno)

80

26

Avellino (Ospedale Moscati)

52

10

Parma (Montebello)

80

27

Ferrara (Isonzo)

51

11

Asti (Baussano)

79

27

Modena (Giardini)

51

11

Verona (Corso Milano)

79

28

Ravenna (Caorle)

48

12

Vicenza (Quartiere Italia)

78

29

Firenze (Mosse)

46

13

Monza (via Machiavelli)

76

30

Piacenza (Giordani – Farnese)

43

13

Pavia (Piazza Minerva)

76

30

Biella (Lamarmora)

43

14

Venezia (Via Beccaria)

74

31

Varese (Via Copelli)

42

15

Cremona (P.zza Cadorna)

72

32

Roma (Tiburtina) – (C.so Francia)

41

15

Lodi (Viale Vignati)

72

32

Lucca (Micheletto)

41

16

Treviso (Via Lancieri di Novara)

70

33

Pescara – (Via Sacco) – (Viale Bovio)

39

17

Bergamo (via Garibaldi)

69

34

Prato (Po – Ferrucci)

37

17

Padova (Mandria)

69

     

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

NB: Nel redigere questa classifica si è presa come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nella città, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie. È stato scelto questo criterio per il confronto tra le città perché le Regioni scelgono modalità diverse nella comunicazione dei dati e nel conteggio dei superamenti. La centralina peggiore sicuramente non è indicativa della qualità media dell’aria di tutto il perimetro urbano, ma riporta la situazione più critica di cui gli amministratori locali e gli abitanti devono essere a conoscenza e di cui devono tenere conto.

Al di là della singola centralina per ogni città risultata fuori legge, per un inquadramento più dettagliato ed omogeneo dell’inquinamento atmosferico nei centri urbani, sono stati confrontati ed analizzati anche altri due aspetti relativamente ai dati raccolti nel corso del monitoraggio.

Il primo è stato di quante volte il limite di legge di 35 giorni è stato superato dalle centraline monitorate; dei 43 capoluoghi fuori legge infatti, i primi tre in classifica hanno superato di almeno tre volte i 35 giorni consentiti dalla legge, andando ben oltre i 110 giorni totali; 17 città (il 40%) lo hanno superato di almeno due volte, 14 città (circa il 32%) lo ha superato di una volta e mezzo.

Il secondo aspetto ha riguardato la diffusione dell’inquinamento nei centri urbani; al di là delle centraline che sono risultate le peggiori, e che sono riportate nella classifica, un’analisi più approfondita  ha  evidenziato  che  in  alcune  regioni  la  quasi  totalità  delle  centraline  urbane  ha superato il limite di 35 giorni previsti.

Nelle città del Veneto 16 centraline urbane su 17  (il 94%) hanno registrato il superamento del limite imposto per legge di 35 giorni; 14 delle 16 centraline fuorilegge hanno superato addirittura i 50 giorni nel corso dell’anno, pari ad una volta e mezza il limite.

Nelle città della Lombardia il 92% delle centraline cittadine ha superato i 35 giorni: solo le due stazioni della città di Lecco non hanno superato il limite, mentre per tutte le altre centraline si sono registrati valori superiori la norma; il 30% di queste centraline ha superato addirittura i 70 giorni nell’anno solare, più del doppio consentito.

In Piemonte l’87% delle stazioni di città hanno superato il limite dei 35 giorni, ed il 46% di queste ha superato i 70 giorni, più del doppio (caso a parte Torino, da dieci anni sempre presente tra le prime posizioni delle città più inquinate, dove quest’anno il numero dei giorni fuorilegge è stato addirittura di tre volte superiore al consentito).

Oltre alle tre regioni della pianura padana, enormi problemi si sono registrati in Campania (72% delle centraline oltre i 35 giorni consentiti), in Emilia Romagna (61%) e nel Lazio (33%). In Campania ed Emilia Romagna oltre il 50% delle stazioni ha superato i 50 giorni di mal’aria, corrispondenti ad una volta e mezzo il limite previsto.

PM2,5

Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 155/2010 le città sono inoltre obbligate a monitorare anche il PM2,5 (il particolato costituito da particelle con diametro inferiore ai 2,5 micron che risulta ormai la frazione più dannosa e lesiva per la salute) e nel 2015 è previsto il raggiungimento del valore obiettivo di 25 µg/m3 come limite medio annuo da non superare.

Alla luce di questi elementi il PM2,5 da quest’anno è stato incluso anche   nel monitoraggio del Treno Verde e in questo dossier si riportano i valori relativi alle principali città.  L’obiettivo è di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più fini e quindi più dannose per la salute, ma non solo.  

È importante che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

I dati sul PM2,5 riportati di seguito sono relativi alle medie annuali del 2012 e riguardano 63 città (circa un terzo in più rispetto all’anno precedente in cui le informazioni disponibili e accessibili dai siti internet delle Arpa avevano permesso di monitorane solo 42). Di queste 63 capoluoghi, sono 17 (tutte città dell’area padana) quelli che hanno raggiunto o superato la media annuale prevista di 25 µg/m3. Cremona è la città con la centralina che ha registrato la concentrazione media annua di PM2,5 più alta (37µg/mc), seguita da Monza (34µg/mc) e Torino (33µg/mc).

legambiente_malaria2014_005

11.02.2013

Per scarica il rapporto integrale “Mal d’aria di città” di Legambiente vai a

http://www.legambiente.it/treno-verde-2014/dossier

Advertisements