Renzi non aspetta la Befana per scuotere il Palazzo (da Linkiesta – 02.01.2014)

RIFORME SUBITO NONOSTANTE LE VACANZE

Il segretario scrive ai leader politici. Un tris di proposte per chiudere sulla legge elettorale

Interviste sui giornali, annunci alle televisioni, newsletter online. Stamattina Matteo Renzi ha persino inviato una lettera ai leader dei principali partiti italiani. Chi si aspettava una netta accelerazione al dibattito politico sarà soddisfatto. Nel giro di pochi giorni il segretario del Partito democratico ha iniziato a macinare proposte. «Basta con il politichese e la politica stanca – ha chiarito poco fa in una conferenza stampa al Comune di Firenze – Basta con la riunionite tipica della politica romana».

Il colpo a sorpresa è un tris di proposte elettorali. Tre diversi progetti per superare definitivamente il Porcellum, che poche ore fa Renzi ha presentato agli altri partiti per arrivare in tempi rapidi a un voto del Parlamento. Ma lo sprint del segretario va oltre. Il sindaco di Firenze traccia una prima road map delle riforme. Serve subito una riduzione dei costi della politica per risparmiare almeno un miliardo di euro. Entro i prossimi giorni il Pd presenterà il Job Act e gli interventi in tema di lavoro e dovrà essere sottoscritto un accordo di programma che comprenda il complesso capitolo dei diritti civili. Senza dimenticare la riforma del bicameralismo e del titolo V della Costituzione.

 

Letta e Giovannini

È il protagonista indiscusso di questa fase politica, almeno dal punto di vista della comunicazione. Con abilità mediatica il segretario democrat è riuscito a monopolizzare il dibattito. Il 2013 si era chiuso con una lunga conversazione con la Stampa, in cui Renzi prendeva nettamente le distanze dal governo. Il 2014 si riapre con un’altra intervista – stavolta alFatto – in cui il segretario pungola maggioranza e M5S sul tema delle riforme. Oggi a conquistare la scena è l’accelerazione sulla legge elettorale, con buona pace degli altri leader politici ancora in vacanza. «Tiriamo giù le carte – incalza Renzi – Mi hanno detto: “Matteo almeno aspetta il ponte. Fino all’Epifania stai fermo”. Non scherziamo! Sono vent’anni che la classe politica sta facendo il ponte. Partiamo dai».

C’è molto di strategico, ovviamente. Ma la scossa che il sindaco vuole dare alla politica è genuina. La mossa sulla legge elettorale potrebbe finalmente superare uno stallo che dura da anni. Renzi scrive una lettera agli altri leader di partito proponendo tre soluzioni diverse, ma tutte in grado di garantire «governabilità, alternanza, chiarezza». Il Pd è pronto ad aprire su una nuova legge Mattarella che sostituisca il recupero proporzionale con un premio di maggioranza, oppure sul doppio turno che oggi serve per eleggere i sindaci. Ma l’intesa si può trovare anche sul modello spagnolo: circoscrizioni piccole, premio di maggioranza e sbarramento al 5 per cento. Il confronto è aperto. «Togliamo l’alibi agli altri» spiega il segretario Pd.

 

Enrico Letta

Il tempo a disposizione non è molto. Nei piani di Renzi, la prossima settimana dovrà essere dedicata agli incontri con le altre forze politiche. Il lunedì successivo l’intesa dovrà essere portata in Commissione Affari Costituzionali, dove si continua a lavorare sulla riforma del Porcellum. Entro febbraio la nuova legge elettorale dovrà arrivare in Aula alla Camera.

Ritmi serrati. Il 14 gennaio è in programma un incontro con il gruppo parlamentare del Pd al Senato, in cui sarà presentato il progetto di abolizione del bicameralismo, con la relativa trasformazione di Palazzo Madama nella Camera rappresentativa delle autonomie locali. Due giorni più tardi la direzione del Pd presenterà il Job Act, il grande piano sul lavoro che lo staff del segretario sta finendo di scrivere. «Un documento molto più articolato di quello che si è letto fino ad oggi» spiega infastidito Renzi, che evidentemente non ha gradito le critiche avanzate sia dal ministro Giovannini che da una parte dello stesso Partito democratico.

Nel programma di governo che Enrico Letta conta di chiudere entro la fine del mese, Renzi inserisce altri argomenti. A partire da un capitolo interamente dedicato ai diritti civili che, oltre al superamento della Bossi-Fini e all’istituzione di unioni civili per persone dello stesso sesso, preveda nuovi interventi per le famiglie e «una disciplina più moderna ed efficace delle adozioni». Argomenti attesi, che metteranno a dura prova l’esecutivo. Solo pochi giorni fa il vicepremier Alfano aveva difeso la norma sull’immigrazione. Di fronte alle accelerazione di Renzi, il premier Letta dovrà lavorare con attenzione per trovare una sintesi all’interno della maggioranza.

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