“Il Prof vota per il bipolarismo, ora le primarie si rianimano” di Mario Lavia*

Prodi

*http://www.europaquotidiano.it/2013/12/07/il-prof-vota-per-il-bipolarismo-ora-le-primarie-si-rianimano/

L’ex premier ribalta la scelta precedente: «Obbligato dalla scelta della Consulta». E sul Pd: «Con tutti i limiti è l’unico strumento». Una mano a chi vuole un sistema bipolare

Le pressioni sono state forti. Molto forti. Fin da subito, da quel 9 novembre in cui Romano Prodi fece il gran rifiuto, non prendo la tessera del Pd e non andrò ai gazebo. Triste epilogo di una lunga storia bruscamente interrotta con il maledetto voto in parlamento che lo spazzò via dalla gara per il Quirinale, la dark story dei 101 fantasmi che colpirono nel segreto dell’urna e affondarono le sue chances.

Non è che il Professore abbia dimenticato. E però è successo qualcosa. Il suo mondo in ordine sparso, un filo che si smarrisce, una storia che si sfarina. Questo no. Ma non basta. Mercoledì, al tramonto, la scelta della Corte costituzionale di far fuori il Porcellum.

Con il repentino ritorno in auge dei fan del proporzionale, i rischi della palude, della stagnazione istituzionale, con la fine del sogno bipolare, della modernizzazione “europea” del sistema-Italia. No, davvero troppo, per uno come Prodi.

Dall’altra sera è stato un susseguirsi di interviste pubbliche e telefonate private: «Professore, non puoi stare a guardare». Detto fatto. 24 ore, poi il dietrofront.

«I rischi aperti dalla recente sentenza della Corte – sono le parole del fondatore dell’Ulivo –  mi obbligano a ripensare a decisioni prese in precedenza». Quelle del 9 novembre. E dunque, «tornerò dall’estero e mi metterò in coda con tanti altri cittadini desiderosi di cambiamento».  Perché  «pur con tutti i suoi limiti, il Pd resta l’unico strumento della democrazia partecipata di cui tanto abbiamo bisogno».

Un enorme sospiro di sollievo da parte di chi ha lavorato per questo esito. Arturo Parisi, che proprio due giorni fa ci aveva dato una bella intervista, ritiene che  la scelta del Prof possa far crescere la partecipazione ai gazebo. Lui ci ha lavorato. Come Graziano Delrio.

Come tanti prodiani della prima ora, sostengano essi Renzi o Civati. Ma anche Cuperlo, che pure appare il meno vicino alla cultura politica dell’ex premier, ha espresso soddisfazione: «Sono contento, il suo posto è nel Pd». E Pippo Civati: «È la notizia migliore di questa campagna elettorale».

Quindi Renzi: «Prodi dice che vota perché vuol difendere il bipolarismo. E io sono assolutamente d’accordo con lui, perché è l’unica soluzione per l’Italia. L’8 dicembre sta diventando un referendum sul futuro del Paese».

Ecco, Prodi ha scelto di partecipare al “referendum” pro o contro il bipolarismo. Una traccia che non si può non prendere in considerazione quando ci si chiede per chi voterà. «Ma non tiratelo per la giacchetta», ammonisce Sandra Zampa.

Può essere uno dei quei lampi che nelle battute finali di una campagna elettorale aiutano la partecipazione, spostano voti. Domenica sera sapremo se sarà stato così. Per ora, la notizia è che Prodi è tornato. Per difendere il bipolarismo e lo strumento utile alla bisogna, il Pd.

7.12.2013

di 

@mariolavia

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