Pregiudicati iscritti al Pd: i primi nomi E c’è l’imprenditore legato alla camorra (dal Corriere del Mezzogiorno – 26.11.2013)

IL CASO

La Dda ha acquisito a Roma gli elenchi dei tesseramenti e continua a verificare il ruolo del costruttore dell’agro

SALERNO – La Dda di Salerno ha inviato i carabinieri nella sede Pd di Roma in via Sant’Andrea delle Fratte per recuperare la lista dei tesserati salernitani. Dunque quei nomi «sospetti» – parenti dei boss della camorra e pregiudicati iscritti nelle liste del Pd della città di Salerno – sono nelle mani degli investigatori già da qualche giorno. Infatti la Procura li ha mandati venerdì scorso, giorno in cui le agenzie di stampa battevano la notizia del rinvio dell’operazione giudiziaria, per far calare l’attenzione dei media, sul caso. Ma appare difficile spegnere i riflettori sull’inchiesta del tesseramento Pd, che l’Antimafia ha avviato prima ancora che fossero celebrate le convenzioni nella città amministrata dal sindaco viceministro Vincenzo De Luca.DALL’AGRO – Il caso diventa ancora più imbarazzante se il nome dell’imprenditore edile dell’agronocerino, ritrovato con le tessere in bianco del Pd già firmate da Bersani e con i certificati di iscrizione al partito, dovesse risultare legato a lavori pubblici in qualche comune della provincia di Salerno.

NEL CAPOLUOGO – Nell’elenco degli iscritti al Pd di Salerno, invece, ci sarebbero nomi che ricordano le vecchie gerarchie camorriste che imperavano nella Salerno degli anni ’80 e ’90. Ci sarebbero alcuni esponenti della famiglia Marigliano, il cui boss Ciro è stato tirato in ballo di recente dal collaboratore di giustizia Raffaele Del Pizzo. Il pentito avrebbe rivelato al pm Rosa Volpe l’esistenza di un accordo tra Marigliano e il boss Ciro D’Agostino per la riorganizzazione del controllo dello spaccio di cocaina in città. Nella storia criminale al nome dei D’Agostino si associa quello dei Panella: stessi cognomi che compaiono nella lista acquista dalla Dda. Il boss Amedeo è stato per decenni il capo indiscusso della camorra salernitana prima di essere arrestato nella notte tra il tre ed il quattro aprile del 1988. I sospetti del pubblico ministero Vincenzo Montemurro si concentrano su una rosa di circa trenta nomi tra cui anche quelli legati al gruppo Esposito: luogotenenti di Pacifico Esposito, pluripregiudicato 48enne, ultimo degli esponenti del clan Sarno e latitante prima di essere catturato dalla Dia il 30 maggio 2012. Nell’elenco dei tesserati sospetti Pd degli ultimi tre anni ci sono persone coinvolte in inchieste su droga, ricettazione e possesso di armi, parenti di ex dipendenti del Comune di Salerno licenziati e poi riassunti in società municipalizzate e anche alcuni protagonisti del raid al Polo Nautico contro i giovani del Pd che stavano celebrando il congresso. Su quest’ultimo episodio c’è un processo alla prima sezione penale del Tribunale di Salerno.

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