Pd, scandalo tesseramento: pregiudicati iscritti a Salerno (da la Repubblica Napoli.it – 25.11.2013)

Accertamenti su una trentina di nomi. Non si esclude che De Luca possa dimettersi in settimana dalla carica di sindaco

dal nostro inviato CONCHITA SANNINO

Pd, scandalo tesseramento: pregiudicati iscritti a SalernoSalerno, Palazzo di Giustizia

SALERNO  –  Pregiudicati. Anche per gravi reati. E iscritti (di recente) al Pd salernitano. È caccia ai “possessori sospetti” di tessere. È il salto di qualità che potrebbe registrare l’inchiesta del pm antimafia Montemurro. Decine di nomi segnati in rosso. Intanto il caso Salerno, con l’indagine della Dda, surriscalda lo scontro tra Cuperlo e Renzi. Non si esclude, proprio per non incidere sulla corsa del sindaco di Firenze, che il suo “collega” di Salerno e viceministro, De Luca, possa decidere entro la settimana di dimettersi dalla carica di primo cittadino.

Uno scenario di giorno in giorno più opaco. Una trentina di nomi, stando a indiscrezioni, finiscono sotto la lente del pm antimafia Vincenzo Montemurro. Donne e uomini che risultano tra gli iscritti del Pd, soprattutto nei circoli della città, e che avrebbero procedimenti in corso o apparterrebbero a famiglie di camorra del salernitano.

La domanda degli investigatori: si tratta di casi di omonimia, di parentela? Oppure, siamo di fronte alla presenza negli elenchi di esponenti delle cosche, “folgorati” sulla via del Pd? Com’è noto, per iscriversi ad un partito, non è richiesto il casellario giudiziale, né il certificato dei carichi pendenti. E questo vale anche per partecipare alle preprimarie. Massimo riserbo, ovviamente, sull’identità dei “tesserati sospetti”, ma trapelano i clan di riferimento a cui alcuni nomi apparterrebbero. Come la famiglia Marigliano, con vecchie simpatie già emerse negli anni scorsi per l’allora Ds salernitano; o come la cosca dei Pecoraro, attivissima soprattutto a Battipaglia; o come la famiglia degli Apostolico.

Toccherà alla magistratura valutare quali fili o dialoghi si siano intrecciati tra la politica delle tessere gonfiate e gli ambienti borderline dei traghettatori di consenso. Collegamento che potrebbe spingere gli investigatori ad ipotizzare il voto di scambio. Un approdo al momento non concretizzato, visto che l’inchiesta del pm Montemurro resta iscritta al Modello 45: ovvero, nel “Registro degli atti non costituenti reato”, quindi senza accuse né nomi di indagati.

Intanto, l’inchiesta prevede oggi la deposizione di Simone Valiante, deputato Pd e coordinatore della mozione Cuperlo a Salerno, che alle 10.30 varcherà il portone della Procura. “Devo confessarlo: mi ero posto come “paciere” con i deluchiani, avevo creduto che potessimo fare i congressi senza esasperazioni e prove muscolari. Invece è finita come sappiamo”. Valiante ripercorrerà il contenuto del suo esposto politico: in cui denunciava presunti brogli soprattutto a Pagani e ed Eboli. “Addirittura a Pagani, un militante voleva votare, ha trovato il locale chiuso e un signore che diceva “Mah, guardi lì dentro sono riuniti i 5 Stelle”. Se ne sono viste di tutti i colori”.

Nelle prossime ore sarà ascoltato anche Nello Mastursi, responsabile provinciale del tesseramento: sarà lui a fornire la documentazione che inizialmente la Procura voleva assumere nella sede Pd. Niente carabinieri a Roma, dunque: sventato il rischio di un impatto devastante sulle primarie. Intanto monta il caso politico che coinvolge il sindaco e viceministro De Luca.

Non è escluso che possa dimettersi a breve da sindaco. Dice Guglielmo Vaccaro, suo acerrimo oppositore: “Il punto adesso è solo Renzi. Che De Luca sia un invasato è acclarato. Il punto è: può il candidato rottamatore e moralizzatore diventare il riciclatore, un po’ cinico, del notabilato meridionale? E lo può fare senza pagare pegno o dazio?”.

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