Audizione di Andrea Brandolini* sul disegno di legge di conversione del DL su Occupazione, Coesione sociale, Iva e Misure finanziarie

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1. La situazione congiunturale – Il decreto legge n. 76, 28 giugno 2013, è stato varato in una situazione di grande e prolungata difficoltà congiunturale. Nei primi tre mesi dell’anno, il prodotto interno lordo è stato inferiore dell’8,7 per cento al massimo ciclico raggiunto nel 1° trimestre del 2008.

Nell’intero quinquennio 2008-2012, la caduta dell’attività in Italia è stata la più marcata tra i maggiori paesi dell’UE (Figura 1). Il calo del numero delle persone occupate è stato minore di quello del PIL, in particolare nella fase iniziale della crisi, soprattutto grazie a un ampio utilizzo della Cassa integrazione guadagni nelle sue varie forme.

Questo disallineamento tra la dinamica del prodotto e quella dell’occupazione è ancor più accentuato se si confronta la fase recessiva attuale con quella dei primi anni Novanta (Figura 2). Rispetto alla situazione di allora, la contrazione dell’attività economica è oggi più in tensa e più prolungata; è invece più contenuta la riduzione del numero degli occupati.

La situazione del mercato del lavoro italiano si è però notevolmente aggravata dalla seconda metà del 2011. In concomitanza con la crisi dei debiti sovrani, la modesta ripresa seguita alla recessione mondiale del 2008-09 si è arrestata e tramutata in una nuova pesante recessione che ha frenato la domanda di lavoro espressa dalle imprese.

Sulla base dell’Indagine sulle imprese industriali e dei servizi con almeno 20 addetti condotta dalla Banca d’Italia, dal 2008 le attese delle imprese sul livello della loro manodopera nell’anno successivo hanno sistematicamente indicato una diminuzione nel settore industriale e un ristagno nei servizi privati non finanziari. Nel 2013 solo circa un quinto delle imprese dell’insieme dei due settori si attende un’espansione dell’occupazione rispetto ai livelli medi del 2012, mentre circa la metà prevede una flessione.

Anche per un forte aumento dell’offerta di lavoro nel corso dell’anno passato, il tasso di disoccupazione è rapidamente salito fino al 12,3 per cento nello scorso maggio; per circa la metà riguarda persone disoccupate da almeno 12 mesi (Figura 3A).

Il numero di persone in cerca di occupazione, superiore ai 3 milioni, è continuato a crescere dall’inizio dell’anno. Altri 1,6 milioni di persone sono classificate dall’Istat come lavoratori scoraggiati, ovvero individui che dichiarano di non aver cercato un impiego perché convinti di non trovarlo.

L’incidenza della disoccupazione è, come in passato, maggiore per le classi di età più giovani; nella congiuntura attuale, i giovani, in particolare quelli con meno di 25 anni, sono stati più colpiti soprattutto per effetto delle maggiori difficoltà a trovare un impiego incontrate da chi è entrato da poco sul mercato del lavoro (Figura 3B). Oltre alla forte caduta della domanda di lavoro complessiva, ciò riflette la graduale riduzione del turn over occupazionale, della somma cioè dei flussi annui di assunzioni e cessazioni (1). Questa tendenza si è manifestata già prima della crisi anche nel settore privato (Figura 4), oltre che nel settore pubblico interessato da un progressivo ridimensionamento degli organici.

2.    Le misure in favore dell’occupazione e della coesione sociale

Per favorire l’aumento dell’occupazione, il decreto legge in esame introduce alcune misure di incentivo economico alle assunzioni, in particolare di lavoratori giovani, e modifica alcuni aspetti normativi relativi ai rapporti di impiego più flessibili, allentando alcuni vincoli introdotti dalla legge 28 giugno 2012, n. 92 (cosiddetta “riforma Fornero”). Istituisce inoltre una task force per il riordino dei servizi per l’impiego e il loro coordinamento con le politiche attive e per predisporre gli strumenti e i percorsi che consentiranno di fruire delle risorse stanziate dall’UE nell’ambito del programma denominato “Garanzia per i giovani” (Youth Guarantee), previsto dalla raccomandazione n. 2013/C120/01 approvata nel Consiglio europeo del 22 aprile 2013. Estende, infine, la sperimentazione della Carta acquisti.

1) Cfr. la Testimonianza di Paolo Sestito nell’Audizione di esperti tenuta alla XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, Roma, 26 giugno 2013, http://www.bancaditalia.it/ interven- ti/altri_int/2013/sestito-26062013.pdf

Senato 9.07.2013

*Testimonianza di Andrea Brandolini (Servizio Studi di Struttura economica e finanziaria) di Banca d’Italia

per il testo completo vai a

http://www.bancaditalia.it/interventi/altri_int/2013/Audizione-Brandolini-9-7.pdf

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