“QUALE ARIA SI RESPIRA A SALERNO?” – analisi curata da Giovanni Saviello di “Per Salerno Partecipazione Responsabile”

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Nel mese di luglio del 2013 la rivista Lancet Oncology ha pubblicato uno studio molto ampio (Air pollution and lung cancer incidence in 17 European cohorts: prospective analyses from the European Study of Cohorts for Air Pollution Effects -ESCAPE-), condotto in 36 diversi centri europei, che ha coinvolto 300.000 persone tra i 43 e i 73 anni in nove diversi Paesi…

…I dati ottenuti, che fanno parte del progetto ESCAPE (European Study of Cohortes for Air Pollution Effects), riguardano persone tenute in osservazione per ben 13 anni. Sono stati registrati le abitudini di vita e i cambi di residenza di ogni persona, per mettere in relazione l’eventuale comparsa di un tumore polmonare con il grado di inquinamento delle aree in cui hanno abitato.

Nel corso del periodo di osservazione si sono ammalate di cancro al polmone 2.095 persone. Di ognuna di esse è stata studiata l’esposizione alle cosiddette polveri sottili (PM 10 e PM 2,5), legate soprattutto all’inquinamento da traffico, ma anche ad altre sostanze prodotte dai riscaldamenti o dalle industrie.

Il risultato non lascia dubbi: per ogni incremento di 5 μg/m3 di PM 2,5, il rischio relativo di ammalarsi di tumore al polmone aumenta del 18%, mentre cresce del 22% a ogni aumento di 10 μg/m3 di PM 10. Sono quindi le polveri sottili le principali responsabili dell’effetto cancerogeno.

Lo studio dice anche non esistono limiti al di sotto dei quali l’effetto nocivo svanisce: si sono infatti registrati incrementi dei casi di cancro al polmone anche in gruppi esposti a un livello di inquinamento inferiore ai limiti massimi di norma secondo l’attuale legislazione europea (pari a 40 μg/m3 di PM 10 e a 25 μg/m3 di PM 2,5), limiti che peraltro vengono facilmente superati per molti giorni di seguito anche nelle grandi città italiane.

Lo studio è talmente convincente che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione ha annunciato il 17 ottobre 2013 di avere incluso l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili (in gergo, il cosiddetto particolato) fra i carcinogeni umani di tipo 1 (Fonte AIRC).

Sulla base di queste evidenze, è necessaria una riflessione sulla qualità dell’aria nella città di Salerno attraverso l’analisi e l’elaborazione dei dati disponibili, per la valutazione dell’inquinamento atmosferico sulla base di tali dati e la definizione di interventi da parte delle varie amministrazioni (secondo le proprie competenze ed attribuzioni).

Inoltre strettamente legato alla qualità dell’aria, e di non secondaria importanza, risulta essere il problema legato alla Fonderia Pisano e alle sue emissioni, e all’eventuale relazione tra questa attività e alcune patologie (tumori o malattie respiratorie).

E’ importante quindi, descrivere in particolare l’andamento delle polveri sottili, su cui concentreremo la nostra attenzione perché sono i parametri che maggiormente interessano la nostra analisi, soprattutto in relazione alla pericolosità che esse hanno per l’ambiente e per la salute umana.

L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania ha nella città di Salerno, nella sua disponibilità, 3 centraline di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico così ubicate:

- Scuola Monterisi – Pastena(codice SA21)

- ASL SA2 – Via Nizza (codice SA22)

- Scuola Osvaldo Conti – Fratte (codice SA23)

Nella tabella sottostante sono riportati con una X, per ogni stazione di monitoraggio (righe), i parametri misurati (colonne).

 

NO2

CO

P.M. 10

P.M. 2.5

Ozono

Benzene

SA21

X

X

X

n.p.

n.p.

n.p.

SA22

X

X

X

X

X

X

SA23

X

n.p.

n.p.

n.p.

X

n.p.

n.p. analizzatore non presente

Come si nota dalla tabella solo la stazione SA22 posta presso l’ASL SA2, in via Vernieri, ha la possibilità di misurare tutti i parametri su indicati, a differenza delle altre due centraline di monitoraggio. Nella tabella successiva sono indicati, invece per ogni stazione di monitoraggio, i valori limite dei P.M. 10 e P.M. 2,5 (in corsivo) previsti rispettivamente dal D.lgs. 155/2010 e dalle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ed il numero di sforamenti nel periodo 1 gennaio 2013-8 dicembre 2013 (in grassetto).

 

P.M. 10

(50 µg/m3)

P.M. 2.5*

(25 µg/m3)

SA21

72

n.p.

SA22

56

51

SA23

n.p.

n.p.

 

 

  

n.p. analizzatore non presente

* il valore di riferimento è quello previsto dall’OMS

Il valore limite per i P.M.10 non può essere superato più di 35 volte l’anno: dalla tabella si evince come, dove l’analizzatore è presente, sia a Pastena – Scuola Monterisi – (SA21) che all’ASL SA2 (SA22) si ha un numero di superamenti maggiore del limite previsto dalla normativa, in particolare, nella stazione SA21 risulta essere più del doppio di quello consentito (72) mentre il numero di sforamenti per la centralina SA22 posta a Via Vernieri il numero di sforamenti risulta essere comunque alto (56).

Anche se l’OMS non riporta il numero di sforamenti consentiti di P.M. 2,5 osserviamo come il valore limite previsto viene superato per ben 51 volte.

Questi risultati sono ancora più preoccupanti quando dall’analisi dei dati si osserva come per i P.M.10 mancano 62 misurazioni (il 18% su 342 giorni) nella stazione SA21 e 51 misurazioni (il 14%) nella stazione SA22, mentre per i P.M.2.5 nella stazione SA22 mancano 60 misurazioni (17%).

Tali dati mancanti sono dovuti al fatto che essi non sono pervenuti o non sono validabili.

I dati ci mostrano un quadro non positivo della qualità dell’aria nella città di Salerno. Inoltre, la mancanza di funzionamento dell’analizzatore del particolato fine a Fratte, presso la scuola Osvaldo Conti, non ci permette di avere un quadro più esaustivo nella situazione dell’inquinamento atmosferico in una zona dove, oltre al traffico veicolare, ha un impatto certamente rilevante l’attività industriale della Fonderia Pisano.

16.12.2013 

PER SALERNO PARTECIPAZIONE RESPONSABILE

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